Latina piazza del popolo

Viaggio nella provincia di Latina

La Provincia di Latina per la sua conformazione e posizione geografica ha grandi possibilità turistiche. Le Isole pontine, le spiagge e i laghi costieri, il Parco Nazionale del Circeo, i caratteristici paesi dell’entroterra dalla storia millenaria, il clima mite, possono costituire la ragione di una vacanza diversa anche per i turisti più esigenti.

La storia di Latina, capoluogo di provincia

La storia di Latina inizia il 18 Dicembre 1932.

In quella data, col nome di Littoria, l’allora capo del governo Benito Mussolini inaugurava la città nuova, sorta grazie al lavoro e ai sacrifici di centinaia di coloni giunti da ogni parte d’Italia per partecipare alla grande opera di bonifica delle paludi pontine, più volte tentata in passato, ma mai prima di allora portata a compimento. Di due anni dopo (1934) è l’elevazione della città a capoluogo della 93esima provincia italiana. L’origine di Latina spiega e giustifica l’eterogeneità della sua gente. Ancora oggi la maggioranza della popolazione (sulla base dei dati dell’ultimo censimento la città conta poco più di 105mila abitanti) è di estrazione veneta, friulana, emiliana e romagnola: restano intatte, dunque, le radici culturali della città di fondazione. All’immigrazione colonizzatrice si è aggiunta, nell’immediato dopoguerra, quella dalla Campania, dalla Tunisia e dalla Libia, in gran parte attirata dalle possibilità di lavoro offerte dalla giovane città in via di espansione. Tutto questo determina una straordinaria miscellanea di genti che non ha precedenti in altre parti d’Italia: a Latina convivono dialetti, culture e tradizioni diverse, tali da fare del capoluogo pontino una sorta di “Italia in miniatura”.
La fisionomia del territorio rispetta anch’essa le origini: Latina è al centro di un territorio che si articola in una serie di borghi realizzati su insediamenti nati prima dello stesso Comune e che rappresentavano i moduli organizzativi della bonifica degli anni venti: erano le sedi delle infermerie, dei villaggi operai, vere e proprie strutture logistiche e punti di riferimento per i lavori in corso della…costituenda città. Dopo aver vissuto il mito dello sviluppo industriale degli anni sessanta/settanta, Latina è oggi alla ricerca di un nuovo canale di sviluppo per il futuro. Le straordinarie bellezze naturali che la circondano (mare, monti e laghi), ne fanno un territorio prestato al turismo internazionale. Ed è proprio questa la strada che l’Amministrazione sta percorrendo per costruire il futuro di Latina.

L’archivio Frezzotti

La galleria civica d’arte moderna ospita un cospicuo numero di disegni pervenuti per donazione dall’archivio dell’arch. Oriolo Frezzotti, progettista del Piano Regolatore della città nel 1932 e di molti edifici pubblici.

Il fondo, ricco di più di 700 fogli, rappresentando la più ricca documentazione delle varie fasi di costruzione della città e della maturazione stessa dell’architetto, costituisce la base per una sezione del Museo della città, legata alla architettura e all’urbanistica degli anni fra le due guerre. Il fondo è consultabile a richiesta.

Per gruppi omogenei i fogli stanno subendo un delicato restauro. La donazione del ricco fondo ha permesso di attribuire all’arch. Oriolo Frezzotti la paternità di molti mobili dell’arredo originario residuo di vari ambienti del Palazzo Comunale che opportunamente restaurati sono esposti unitamente alle tavole di progetto negli spazi museali civici.

La cucina pontina

La cucina pontina presenta diversi caratteri, derivanti dai diversi ambienti e culture di cui la provincia si compone. C’è il carattere marino, che vive di zuppe di pesce, risotti ai frutti di mare, orate, spigole, mazzancolle e di una ricca fantasia nelle preparazioni. C’è un carattere collinare, che si distingue con la pasta all’uovo, i sughi casalinghi, le minestre, la pasta e fagioli e vive dell’agricoltura locale (i bei carciofi, le olive, i broccoletti, la cicoria di campo). C’è un carattere di pianura, che a volte è un mix delle cucine ciociara, campana, veneta emiliana, oltre che laziale e che attinge alla vasta produzione di derivati dalla bufala o dalla mucca: mozzarelle, pecorini, caciotte, provole, burro, o alle primizie dei campi ( zucchine, insalate di ogni genere e cocomeri). Nelle isole prevale un gusto campano che sfrutta l’aragosta, la granseola, la murena, ma anche il pesce pił modesto come il rotondo, la pezzogna, i polipi.

Ventotene va fiera delle sue minuscole lenticchie. Il cibo si accompagna al vino pontino che ha nobili antenati nei romani Coecubum e Falernum. Ricordiamo i vini DOC di Aprilia (Trebbiano, Sangiovese e Merlot), i vini del Circeo, prodotti nell’Agro Pontino da numerose aziende. Sopravvive ancora il gustoso Moscato di Terracina, dolce e secco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *